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“Emozioni per crescere”: il gioco da tavolo è ora scaricabile gratuitamente! download

(La versione cartacea del gioco sarà acquistabile a partire dall’autunno 2012)

En langue française aussi: le jeu de table “Emotions pur grandir” à télécharger gratuitement! download

(La version boîte sera achetable a partir de l’automne 2012)

Auf Deutsch auch verfügbar: das Brettspiel “Gefühle zum Gross werden” gratis herunterladen! download

(Die Papier-Version des Spieles ist ab Herbst 2012 erhältlich)

 

Presentazione dell’ambito di lavoro

Il nostro scopo è di progettare, sperimentare e verificare attività e percorsi che aiutino bambini ed adulti a migliorare la comprensione e la conoscenza di sé e delle proprie emozioni.
Ulteriormente, vogliamo capire in quale modo gli ambiti educativi e formativi, soprattutto la scuola, possono trarre vantaggio da una maggior consapevolezza emotiva da parte di docenti, allievi e personale scolastico.
Il nostro è un viaggio nel mondo interno, del sentire e degli stati d’animo. Tramite queste pagine vogliamo stare in contatto con chi è interessato a tali argomenti per motivi di studio o lavoro, o anche per motivazioni, interessi e curiosità personali.

In collaborazione con

CASEL (Collaborative for Academic, Social and Emotional Learning, University of Illinois – Chicago) ha identificato 5 gruppi principali di competenze sociali ed emotive:

consapevolezza di sé, capacità di gestirsi, consapevolezza sociale, abilità relazionale e la capacità di prendere decisioni responsabili.

Le competenze sociali ed emotive

Consapevolezza di sé — essere in grado di valutare accuratamente i propri stati emotivi, interessi, valori, e le proprie forze; mantenere una ragionevole confidenza in se stessi.

Capacità di gestirsi — regolare le proprie emozione per gestire lo stress, controllare gli impulsi, perseverare di fronte agli ostacoli; programmare e monitorare i propri progressi a scuola e nella vita personale; esprimere le proprie emozioni in modo adeguato.

Consapevolezza sociale — essere capaci di empatia e di comprendere il punto di vista dell’altro; riconoscere ed apprezzare somiglianze e differenze individuali e di gruppo; riconoscere e utilizzare le risorse familiari, scolastiche e della comunità.

Abilità relazionale — stabilire e mantenere relazioni positive e gratificanti basate sulla cooperazione; resistere alla pressione sociale; prevenire, gestire e risolvere conflitti interpersonali, chiedere aiuto in caso di difficoltà.

Capacità di prendere decisioni responsabili — prendere decisioni tenendo presente aspetti etici, norme sociali, rispetto degli altri, e le possibili conseguenze delle azioni stesse; utilizzare la capacità di decidere in ambito scolastico e sociale; contribuire al benessere della scuola e della comunità.

Rispetto alla consapevolezza di sé, i bambini della scuola elementare dovrebbero essere in grado di riconoscere e nominare semplici emozioni come tristezza, rabbia, felicità. Nella scuola media, gli allievi dovrebbero essere in grado di analizzare i fattori che innescano le loro reazioni di stress. Gli studenti della scuola superiore dovrebbero essere in grado di analizzare come l’espressione delle emozioni ha un effetto sulle altre persone.

Rispetto alla capacità di gestirsi, alla scuola elementare i bambini dovrebbero essere in grado di definire ed implementare le tappe che permettono di raggiungere un obiettivo. Nella scuola media, dovrebbero essere in grado di organizzare e definire un piano per perseguire obiettivi scolastici o personali a breve termine. Alla scuola superiore si dovrebbe essere in grado di identificare strategie per utilizzare le risorse della scuola e della comunità e superare ostacoli nel perseguire obiettivi a lungo termine.

Nell’ambito della consapevolezza sociale, alle elementari si dovrebbe essere in grado di identificare indizi verbali, fisici e situazioni che indicano come gli altri si sentono. Alla scuola media, si dovrebbero poter presumere stati d’animo e punti di vista delle altre persone. Alla scuola superiore gli allievi dovrebbero saper valutare la propria capacità di essere empatici.

Rispetto alla abilità relazionali, alle elementari si dovrebbe essere in grado di descrivere come farsi degli amici e restare buoni amici. Studenti delle scuole medie dovrebbero saper dimostrare capacità di cooperazione e lavoro di gruppo per raggiungere gli obiettivi condivisi. Alle scuole superiori, si dovrebbero saper valutare le proprie capacità di comunicare con i pari, con gli insegnanti e con i propri familiari.

Per finire, rispetto alla capacità di prendere decisioni responsabili, gli allievi delle elementari dovrebbero essere capaci di identificare alcune delle decisioni che prendono a scuola. Alle medie si dovrebbero comprendere quali strategie utilizzare per resistere alla pressione del gruppo nel compiere azioni pericolose o scorrette. Studenti delle scuole superiori dovrebbero essere in grado di analizzare come le loro decisioni presenti abbiano un’influenza sulle possibilità future.

www.casel.org

 

L’esperienza croata

PATHS Training a Zagabria,  25 – 27 novembre 2010

Durante il mese di novembre abbiamo partecipato a Zagabria ad un training rivolto ai docenti per la promozione dell’educazione socio-emotiva nelle scuole. Il team ideatore del progetto, coordinato dalla dott.ssa Josipa Basic dell’Education and Teacher Training Agency, si pone come scopo ultimo di introdurre l’educazione socio-emotiva nella formazione degli insegnanti a livello nazionale. Durante gli ultimi due anni sono già stati effettuati dei pretest in alcuni istituti scolastici della regione dell’Istria, tramite l’introduzione  del modello di educazione socio-emotiva PATHS. Gli esiti sono stati molto buoni, sia per quel che concerne il miglioramento delle competenze sociali e cognitive degli allievi, sia per la soddisfazione da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici. A partire da gennaio 2011, altri 14 istituti scolastici croati implementeranno il modello durante un anno scolastico.

Il training è stato condotto da due formatrici del Prevention Research Center della Penn State University, dove è stato creato il programma PATHS. Si tratta della vice direttrice dott.ssa Celene Domitrovich e del membro dello staff Elaine Berrena.

La partecipazione al training ha permesso di rilevare somiglianze e differenze tra l’implementazione del modello in Ticino e in Croazia, e di confrontare le esperienze comuni. Grazie alla vicendevole curiosità e alla volontà di collaborare si prospettano interessanti scambi tra i due progetti anche in futuro!

Educazione socio-emotiva dei docenti: i consigli di Giorgio Blandino

giorgio blandinoLo scorso 30 ottobre il Prof. Giorgio Blandino,  Professore associato dell’Università di Torino, ha tenuto una conferenza a Locarno ai docenti che seguono il corso sull’educazione socio-emotiva, trattando il  tema della competenze emotive degli insegnanti. Durante il suo intervento, Blandino ha sottolineato la necessità di valutare, sin dall’inizio della formazione, le capacità emotive e relazionali degli insegnanti . Durante la formazione iniziale, inoltre, bisognerebbe assolutamente dedicare molto tempo alla formazione emotiva e al linguaggio delle emozioni. Queste competenze permettono  ai docenti di rimanere in buona salute psicofisica, limitando così il burnout, e contribuiscono a mantenere alta la loro motivazione alla professione. Le ricadute di questa formazione permettono inoltre di creare un ambiente relazionale favorevole in aula, facilitando  relazioni adeguate tra i docenti e i loro allievi e creando le basi affinché l’ apprendimento diventi interessante e divertente per tutti gli studenti.

Mark Greenberg al DFA!

Il prof. Mark Greenberg è uno dei più importanti esperti mondiali di educazione alle emozioni, collabora con paesi tra i quali Inghilterra, Corea del Sud, Olanda e Svizzera. Collaboratore e amico del Dalai Lama, con cui promuove a livello internazionale iniziative di sensibilizzazione su tematiche pedagogiche e sociali, ha ideato progetti pedagogici come il PATHS (Promoting Alternative Thinking Strategies) che uniscono l’attenzione alla crescita della persona con un particolare interesse alla vita emotiva dei bambini, promuovendo uno sviluppo positivo che mette lo stare bene ed il benessere psicologico al centro dei processi educativi.

Durante la sua permanenza in Ticino ha visitato una sezione di Scuola dell’Infanzia facente parte del progetto, discusso con i membri dell’équipe al DFA e tenuto una conferenza pubblica sul ruolo della scuola nella promozione dell’educazione socio-emotiva.

L’immagine ritrae il prof. Greenberg durante la conferenza pubblica al DFA.

Mark Greenberg @ DFA








 

Documento scaricabile:

Slides della presentazione pubblica

 

Emozioni in…Svezia

Dal 2001 i progetti di educazione socio-emotiva sono attivi nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari del paese scandinavo.
Nello scorso mese di dicembre abbiamo visitato l’esperienza che viene realizzata a Tullinge, pochi chilometri da Stoccolma. Tutta la scuola è coinvolta, i docenti si formano e si aggiornano regolarmente, alcuni di loro fungono da coordinatori all’interno della sede in modo da regolare le modalità in cui l”educazione socio-emotiva viene proposta agli allevi.
Siamo rimasti molto favorevolmente impressionati, oltre che per l’accoglienza ricevuta, anche dal modo in cui le attività sono inserite all’interno della programmazione, senza interferire in nessun modo sull’attività didattica, in quanto le attività stesse fanno parte dell’offerta educativa della scuola e, a detta dei docenti, aiutano a sviluppare un clima che rende più facile l’apprendimento anche delle varie discipline.

Nella foto, le maestre che che ci hanno illustrato le attività ed il cubo delle emozioni .

Perchè questo blog?

La tematica dell’educazione socio-emotiva (SEL, social emotional learning) assume sempre maggior rilevanza in ambito educativo e formativo, dal momento che docenti e scuole si trovano sempre più spesso a fronteggiare comportamenti e atteggiamenti degli allievi non positivi per l’apprendimento e che non possono essere gestiti unicamente con il buon senso, ma necessitano di interventi pedagogici specifici, meglio se attivati su tutto il gruppo classe. Appare chiaro quali siano le difficoltà o lacune che i ragazzi mostrano nella loro quotidianità: incompetenze relazionali, ansia, difficoltà nell’attenzione e nella riflessione, trasgressioni.
La difficoltà relazionale e nella gestione dei sentimenti implicano inoltre difficoltà nel riconoscere e nominare le proprie emozioni ed i propri stati d’animo, sintomi di quello che viene identificato come “analfabetismo emotivo”.
L’attenzione alla dimensione emotiva è una delle sfide che la scuola del nuovo millennio deve affrontare, al fine di utilizzare il sistema educativo più effettivamente per sostenere lo sviluppo di competenze socio-emotive che aiutano lo sviluppo di una società più positiva e attenta mentre incrementano il livello di benessere emotivo delle singole persone.