Nel campo delle professioni tecnologiche è stato lanciato un grido d’allarme: nel giro di pochi anni, la Svizzera mancherà di addetti e specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Studi recenti mostrano, infatti, un bisogno crescente di giovani talentuosi o motivati. Secondo la Training Association Svizzera (ICTS), 32’000 posti rimarranno vacanti nelle varie professioni ICT nel 2017 in Svizzera. Questo settore rappresenta il 5% del prodotto interno lordo, tradotto in soldoni, oltre 25 miliardi di franchi.

Quando scoppiò la bolla Internet all’inizio del 2000, molti professionisti ICT persero il lavoro” dice Andreas Kaelin, presidente di ICTS “una grande insicurezza ha fatto capolino e il numero di giovani interessati a queste professioni è diminuito.” L’immagine della passione e professione solitaria pure non aiuta, dice Andreas Kaelin. “Il luogo comune vede un professionista seduto da solo in un piccolo ufficio, cercando di programmare qualcosa.” “L’industria è un elemento chiave per la competitività dell’economia svizzera in ambito ICT. Specialisti ICT sono indispensabili alle imprese per sviluppare soluzioni così da renderle più competitive.[1]

Da questa necessità è nata l’idea di proporre attività che sappiano orientare i giovani verso professioni tecnologiche già in età di scuola obbligatoria, promovendo da una parte impieghi in cui si possa comprendere come creare oggetti informatici e dall’altra dando continuità a esperienze simili a quelle iniziate nei primi anni 2000 (classi composte solo da informatiche al CPT di Trevano). Oltre Gottardo, dal 2011 sono state lanciate campagne di sensibilizzazione alle professioni tecnologiche per cercare di rispondere alla mancanza di specialisti ICT. In Ticino l’Associazione industrie ticinesi (AITI) ha raccolto questa sfida, invitando la Scuola a studiare attività che possano suscitare l’interesse dei giovani verso la tecnologia come insieme di professioni. L’associazione Robo-Si (vedi) promuove questo orientamento fuori e dentro la scuola, in collaborazione con il DECS e la SUPSI.

Inoltre, si può notare come i giovani d’oggi sono fortemente tecnologicizzati e anche per questo sono definiti “nativi digitali”. Essi sono utilizzatori di strumenti e servizi tecnologici, consumatori di grandi quantità̀ d’informazioni multimediali e si mettono in relazione tra loro tramite piattaforme tipo “social network”. Tuttavia, questi stessi giovani dimostrano poco interesse per l’acquisizione di competenze utili alla progettazione di strumenti e servizi digitali e possiedono poco spirito imprenditoriale e creativo, competenze e qualità sempre più̀ richieste a livello professionale, soprattutto ingegneristico.

Questo ci permette di sostenere la necessità di discutere sul ritorno dell’informatica come oggetto di studio, così da permettere ai giovani di avvicinarsi all’ambito tecnologico, opaco e di difficile comprensione, offrendo opportunità formative – almeno opzionali – già in età di scuola obbligatoria. Infatti, è soprattutto in questo settore scolastico che i giovani costruiscono una loro predilezione verso scelte professionali.

Tuttavia, così come si è coscienti che alla Scuola non si può chiedere di dar seguito a tutte le necessità educative emergenti dalla società, non è possibile concretizzare tutte le sollecitazioni delle categorie professionali nell’ambito della formazione scolastica obbligatoria. Demandare questo tema all’orientamento dei giovani è possibile, ma fare entrare in classe attività che sappiano dare impulsi alle ICT è difficile, poiché questo andrebbe anche a scapito delle attuali discipline scolastiche.

Ciò nonostante si è individuato uno spazio nell’ambito delle attività opzionali di IV scuola media in cui questo lavoro di orientamento può essere concretizzato, dando così seguito a quanto sopra enunciato: è l’opzione tecnologia nella scuola media (vedi). Questa è inserita nella fascia opzionale “orientamento” in IV media, ha la durata di 2 ore, per al massimo 15 allievi. Qui i ragazzi e le ragazze lavorano all’interno di piccoli gruppi con robot adatti ai giovani, risolvendo compiti complessi, indagando, pianificando, programmando, per poi presentare il loro progetto a fine opzione.


[1] Intervista tratta da Swissinfo.ch, 4.12.2012