Archivio di dicembre, 2014

Creatività, scuola, tecnologie e lavoro per progetti

creativitaViste le necessità di rimanere innovativi e quindi creativi, il pensare di dare maggior spazio alla creatività nella scuola diventa un obiettivo da perseguire a medio termine.
Come procedere lo si può attivare seguendo per esempio la tassonomia degli obiettivi educativi di Clark (Clark 2002). Egli afferma come lo sviluppo della creatività passi per una serie di attività (inventare, inferire, ipotizzare, combinare, immaginare, predire) e si concretizzi in prodotti di tipo vario. Il valore aggiunto di questo modello risiede nel separare le attività rispetto ai prodotti e pone l’accento su come, dietro al prodotto innovativo, debba esserci un processo creativo. Secondo Clark processo e prodotto non rappresentano due facce distinte della stessa medaglia, bensì sono l’uno vincolato all’altro. Grazie a un tale processo creativo si possono realizzare prodotti innovativi.
In quest’ottica la sfida dovrebbe essere quella di mettere in secondo piano il prodotto, supportando, invece, in maniera concreta il processo, orientando cioè le attività che gli allievi svolgono, nel senso di utilizzare al meglio il potenziale creativo presente in ognuno di loro. Questo processo lo si mette in pratica regolarmente anche nella scuola ticinese, soprattutto quando si attiva la modalità del lavoro per progetti. In questa modalità, l’insegnante organizza, prepara, propone situazioni adeguate, ma sarà l’allievo che dovrà costruire e interiorizzare i contenuti presentati.
Tra le varie forme d’impostazione didattica proponibili dal docente, quella “per progetti” riesce meglio di altre a conciliare competenze d’insegnamento (del docente) e interesse ad apprendere (dell’allievo), facendo così leva sulla motivazione e la creatività. Inoltre, questo processo di acquisizione è favorito se l’allievo ne comprende il senso e se può sentirsi coinvolto, col gruppo o con la classe. E’ con questo modo di procedere che si hanno quindi più possibilità di giungere a processi/prodotti interessanti che portino gli allievi a dare risalto all’aspetto creativo.
Inserendo la tecnologia a scuola, da anni ci si interroga sul come fare in modo che essa dia valore aggiunto all’apprendimento, integrandosi o sostituendosi alla didattica tradizionale. Oggi emerge pure un’altra variabile da considerare: quella inerente alla creatività intersezionata con la tecnologia.

Come supportare la creatività con l’uso di strumenti o servizi digitali? Con quali metodologie didattiche? Perché attivarci a livello scolastico anche in questo ambito?

L’articolo, pubblicato nel numero 312 della rivista scuola ticinese (tema coltivare la creatività) cerca di dare risposte e descrive  un esempio di lavoro per progetti, tecnologico in cui l’aspetto creativo è presente. Scarica in .pdf

 

La robotica a scuola elementare?

Uno dei tanti sussidi didattici digitali impiegabili nel progetto sotto esposto.

Legittimamente si potrebbe reagire in modo scomposto al tentativo di inserire la robotica a scuola elementare e, addirittura, a scuola dell’infanzia.

Tranquilli! Non si tratta infatti di aggiungere una nuova disciplina, tecnologica, per ossequiare la moda recente di portare la programmazione a scuola obbligatoria.  Si tratta di sperimentare, adeguato ai tempi, quanto preconizzava quarant’anni or sono Seymour Papert: l’informatica non è una cultura in sé, ma può servire ad aprire la via a prospettive culturali e filosofiche molto diverse, per esempio considerare un robot come un espediente per insegnare elementi del curriculo tradizionale quali le nozioni di angolo, di forma oppure i sistemi di coordinate e altro ancora.

Si potrebbe anche dare risalto al cosiddetto ambito MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia) verso il quale a livello federale si raccomanda di orientare i nostri allievi entro la fine della scuola obbligatoria.

Oppure, potrebbe essere una ricerca grazie alla quale conoscere le convinzioni dei docenti e degli allievi in merito alla tecnologia e all’uso di strumenti tecnologici nel tempo libero e a scuola.

Siccome proporre una tale iniziativa complessa alla scuola dell’infanzia o elementare poteva sembrare poco idoneo, chi scrive ha inoltrato presso l’accademia svizzera delle scienze (vedi Programma di promozione «MINT Suisse») l’idea di proporre nel I e II ciclo scolastico ticinese attività di apprendimento con oggetti tecnologici secondo modalità didattiche basate su lavori per progetto. Questo progetto all’intesezione tra ricerca e ricerca-azione-  Progetto robotica a scuola obbligatoria (PRSO) – è stato selezionato come meritevole di approfondimento e sponsorizzato a livello federale. Quindi, consci che proporre la robotica a scuola e nel tempo libero a bambini e bambine tra i 5 e 10 anni è ritenuto interessante, dallo stadio di idea ora si può passare a quello di progetto ed entrare nel merito della formulazione della parte pratica, di quella formativa e della ricerca.

Informazioni sul progetto PRSO seguiranno…

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