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Uso dei servizi di internet

Sapere che in internet molti usano regolarmente gli stessi servizi di condivisione/comunicazione in tutto il mondo è assiomatico.
Rendersi conto invece di quante sono le operazioni, le informazioni e le comunicazioni attivate non è evidente, data la gran quantità di dati.
Ecco sotto una rappresentazione – che permette pure di andare nei dettagli – di questi scambi, pubblicazioni, fotografie, comunicazioni e scaricamenti in tempo reale (non so se il tempo è reale ma traduco il titolo della rappresentazione): impressionante e istruttiva nonché didatticamente utile.


Clicca sull’animazione per conoscere i dettagli degli scambi e altro ancora (via Penny Stocks Lab).

Il pensiero informatico

cervelloNei nuovi piani di studio della scuola ticinese la tecnologia è riconosciuta come meritevole di attenzione e quindi da proporre a scuola nell’ambito della formazione generale, già a partire dal settore primario.
Da una parte si indicano quali sono gli ambiti che appartengono a questa tematica ma dall’altra si devono ancora affinare le indicazioni su cosa insegnare, come e quando nei vari livelli scolastici. La discussione è iniziata e dei temi emergono, così come delle indicazioni su chi se ne dovrà assumere l’onere di approfondimento.

Tuttavia, se guardiamo ai temi da proporre nella formazione tecnologica con gli allievi, vediamo che essi sono generici e con pochi spunti operativi. “Sviluppare nell’allievo un senso critico, etico ed estetico nei confronti delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione” è il referente citato nel capitolo dei nuovi piani di studio inerente a questo tema. Tra le indicazioni operative che si propongono troviamo elementi pertinenti all’ambito tecnologico quali la produzione di messaggi con mezzi tecnologici, l’educazione ai mass-media, l’alfabetizzazione informatica e l’uso consapevole dei social media. Manca un riferimento al “pensiero informatico” o all’”informatica come oggetto di studio” che oggigiorno è sempre più sottolineato come competenza importante da costruire negli allievi entro la fine della scuola obbligatoria.

Cosa sia e cosa propone questo ambito tecnologico lo vedremo successivamente. L’importante qui è sottolineare  che questo tema dovrebbe essere inserito nei nuovi piani di studio – sotto formazione generale> tecnologie – affinché questi non diventino già superati – almeno per quanto attiene all’ambito tecnologico – a breve termine.

Vedremo nei post seguenti gli approfondimenti sul tema tecnologia e pensiero informatico da vari punti di vista.

Dalle ICT alla scuola digitale: terminologia

OK keysLe ICT (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) si presentano in forme diverse in ambiti molteplici e in modo pervasivo. Tuttavia, emerge la necessità di definirle con termini maggiormente calzanti, soprattutto nell’ambito della formazione, così da meglio esplicitare a cosa ci si riferisce. Chiarire dunque il vocabolario. Questo blog porta il nome di ICT tra formazione e aggiornamento. A breve, esso cambierà nome, corollariamente a quanto sotto descritto.

Nuovi acronimi sono via via emersi a designare attività che riguardano il computer : ICT , TIC , NICT, altre. La parola “elettronico” è ancora usata in “posta elettronica”, “commercio elettronico”, ecc. Invece, la parola ” digitale” è chiaramente in sintonia con i tempi, vincendo in un numero crescente di settori. Si propongono quindi le seguenti definizioni.

La parola “computer” designa specificamente la scienza e la tecnologia di elaborazione delle informazioni e, per estensione, l’industria direttamente dedicata a questi soggetti. ICT comprende l’ambito e per esso, globale, va utilizzata. (altro…)

La scuola deve cambiare | Perché e come – tecnologie e formazione

C’è un’opinione comune che pensa a un cambiamento come a un “aggiornamento”, soprattutto di tipo tecnologico. Non si possono non utilizzare le nuove tecnologie digitali che, dopo tutto, hanno a che fare con informazione e conoscenza, e cioè due capisaldi della scuola.

In questa visione il cambiamento è soprattutto un fatto tecnico-tecnologico: tablet, lavagne interattive, libri elettronici; con tutte le difficoltà che la loro introduzione comporta. Se così fosse, passati ormai quasi 15 anni dalle prime applicazioni di queste tecnologie in ambito scolastico, dovremmo vederne i risultati, o almeno una loro prospettiva. Ma questo non avviene, o avviene in misura ridicola rispetto a premesse e aspettative.

Il problema è che non si è capito che il cambiamento portato dalle nuove tecnologie digitali non è meramente tecnico-tecnologico: interagisce, invece, col processo cognitivo più centrale e cruciale all’ambito scolastico: l’apprendimento. Di più: lo rivoluziona e richiede quindi approcci e metodologie del fare scuola molto diversi da quelli conosciuti. (altro…)

"La scuola 2.0 è ancora lontana"

Durante l’estate è apparso nel blog di Saul Gabaglio (Ticinonline,) un’intervista su temi attinenti a questo blog. La riporto di seguito. I grassetti sono stati inseriti dall’autore di questo blog.

sguardo

Il dibattito attorno all’introduzione delle nuove tecnologie nelle aule scolastiche è probabilmente stato accelerato dal successo ottenuto dai nuovi dispositivi, in particolar modo dall’iPad. Capita sempre più di frequente di vedere nei licei cantonali docenti che fanno largo uso di computer (e in alcuni casi anche di iPad) per le proprie lezioni e di studenti che utilizzano gli stessi strumenti per prendere appunti. Nuove tecnologie che potrebbero rappresentare la maggiore rivoluzione nel lavoro dello studente degli ultimi decenni dall’avvento dei quaderni.

La domanda che ci si deve porre allora è la seguente: la scuola è pronta ad accogliere le nuove tecnologie? “Da più parti s’intuisce che le tecnologie d’informazione e comunicazione (ICT) – complice anche il web2.0 – potrebbero modificare l’organizzazione scolastica. Tuttavia, siamo ancora lontani da una riflessione che indichi come queste potrebbero diventare un’occasione per cambiare e migliorare l’istruzione e la scuola” spiega Marco Beltrametti, responsabile del corso di Integrazione ICT al DFA di Locarno. Come rileva in seguito l’esperto, la tendenza a un’integrazione delle ICT esiste ma, confinata in pochi ambiti, risulta essere ancora innovativamente poco incisiva e, di conseguenza, “non modifica granché l‘attuale organizzazione scolastica e la tradizione didattica”.

Cosa vuol dire effettivamente l’integrazione delle tecnologie di informazione e comunicazione nella Scuola ticinese? Quali sono i vantaggi che quest’integrazione può apportare alla scuola e all’apprendimento degli studenti?
“Potenzialmente l’integrazione delle ICT consentirebbe agli studenti di apprendere con il proprio ritmo, utilizzando strumenti e servizi personalizzati, con il docente che assume un ruolo più di accompagnatore che di istruttore. Nella scuola ticinese – ma anche in quella di altri cantoni – si procede a tentativi d’integrazione, slegati, a macchia di leopardo, senza una bussola pedagogica settoriale che possa indicare la direzione da seguire”. (altro…)

Nativi digitali | Mito o realtà?

Nell’ambito del  corso “Integrazione delle ICT nella SM” inserito nel piano studi del Master of Arts SUPSI in Insegnamento nella scuola media 2010/2011, è stato chiesto ai partecipanti di redigere riflessioni tematiche sotto forma di blog. Il post che segue è uno tra quelli ritenuti meritevoli di pubblicazione.
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Se ne parla spesso: una intera generazione di giovani, cresciuti in un mondo invaso dalla tecnologia, con elevate abilità tecnologiche, sempre più richieste dal mondo del lavoro e degli studi superiori. Questa visione mi sembra un po’ troppo semplicistica, per una serie di ragioni:

1. le competenze in fatto di nuove tecnologie non si esauriscono nell’uso del cellulare, dell’MP3, e nella dimestichezza con periferiche e servizi informatici come Twitter o Wikipedia. In altre competenze, pur imprescindibili per studiare e lavorare oggi (come salvare i file, creare una cartella, formattare un testo, etc.),  i giovani oggi rimangono pressoché analfabeti.

    2. il reale uso delle tecnologie da parte dei ragazzi è ancora molto tradizionale, e  spesso si limita alla navigazione in internet e all’uso delle e-mail;
    3. vi sono ancora sensibili differenze fra i giovani quanto ad abilità in fatto di ICT, dovute a una serie di fattori come il retroterra socio-economico, culturale e le predisposizioni individuali.

      Ritengo allora che la scuola possa ancora giocare un ruolo importante nella formazione digitale e tecnologica dei giovani, indirizzandoli ad un uso consapevole delle ICT e aiutandoli a costruire una reale competenza digitale.

      Per  un po’ di storia, di dati e informazioni sui nativi digitali, vedi video di current TV

      Autrice: Egle Grandolfo

      Nuova professione, vecchie ICT

      keyboardA partire dal I settembre 2010, l’autore di questo blog cambia professione.
      Nella nuova professione, pur comprendendo ancora attività di formazione con e per le ICT, il suo nuovo compito esula da quanto finora espletato, cioè la formazione dei formatori con interventi negli ambiti situati tra l’apprendere, la formazione e le ICT.

      Il blog non vien tuttavia chiuso, aspettando che un/a altro/a formatore-ricercatore/rice sostituisca l’autore con lo scopo di proporre argomenti sotto forma di “post”, all’intersezione tra ICT, formazione e apprendimento, con tematiche presentate dai punti di vista dei vari attori scolastici (docenti, allievi, esperti, amministratori, genitori), aprendo riflessioni e discussioni da riprendere e sviluppare in ambito formativo.

      Auguro a tutti un buon inizio di anno scolastico o accademico.

      Tra copyright e copyleft

      TED1Per i nativi digitali (i nostri allievi di oggi e di domani) la tecnologia è lo strumento quotidiano che permette loro anche di accedere alla cultura in modo individuale (non formale) e di potenziare la loro creatività.
      Questo significa tuttavia passare attraverso fruizioni personali di contenuti che sono protetti da copyright, scaricati da internet. Per questo modo di procedere, i nativi digitali, non osservando le regole, potrebbero anche essere criminalizzati (vedi legge attuale sul “peer ti peer”).

      Per entrare nel merito del tema che tocca le ICT, la cultura e la legislazione, invito a guardare una presentazione di Larry Lessig (clic sull’immagine) che presenta il tema (è possibile scegliere una sottotitolazione in varie lingue).
      Sono d’accordo con molti dei punti di Lessig, che trattano di diritto e di cultura. Questo discorso è iniziato da poco e deve protrarsi grazie al dialogo e tramite discussioni. Ha grandi implicazioni per le persone che utilizzano il web come una risorsa – tra cui appunto i nativi digitali – per le parole, le immagini, i media e per le presentazioni.

      Lessig è un eccellente conferenziere. La sua presentazione è piuttosto lunga – 19 minuti – ma passa in fretta, segno distintivo di ottima qualità comunicativa.

      Twitter nella didattica

      twitter_logo_headerDa alcuni mesi uso Twitter.
      Da quando l’ho conosciuto mi è apparso come canale di comunicazione interessante, con potenzialità varie, applicabili anche nella didattica.
      Utilizzandolo in modo sperimentale, a 360 gradi, mi accorgo che questa giudizio  intuitivo era pertinente. Apprezzo sempre più questo servizio che è diventato uno dei miei canali informativi preferiti.

      Seguendo un corso in rete della GaramondInsegnare e apprendere con i Social Network” ho appurato che, nei cfti di Twitter, le mie aspettative d’impiego a livello didattico sono condivise.
      Di seguito riassumo i potenziali impieghi nella didattica (tratto Twitter for Academia, tradotto da Caterina Policaro, mia tutor online sul tema):

      • comunità di classe:Una volta che gli studenti hanno cominciato a twittare, hanno sviluppato un senso dell’altro come persona al di là del ristretto spazio temporalmente condiviso della classe, dell’aula,…
      • Il senso del mondo che ci circonda: “Alcuni studenti guardano spesso e volentieri la  Public Timeline di Twitter che è la pagina dove vengono postati tutti i messaggi pubblici che passano su Twitter. Il tasso di rumore di fondo qui è altissimo, ma ci dà il senso della varietà delle persone e della gente di tutto il mondo...”
      • Tenere traccia di un termine, di una parola, di una conferenza: “Attraverso Twitter è possibile tenere traccia/ “track” parole e termini sottoscrivendo poi il feed a tutti i post contenenti quella determinata parola…”
      • Feedback istantaneo: “Twitter è sempre connesso, e ti invia i messaggi anche sul telefonino, è quindi ottimo per ricevere feedback immediato…”
      • Seguire un esperto: “Gli Studenti possono seguire altre persone su Twitter, che trattano argomenti di loro interesse…” Questa possibilità è molto apprezzata e sfruttata da chi scrive.
      • Grammatica e scrittura basata su regole: ” È sorprendente come Twitter possa essere ottimo come ausilio per insegnare la grammatica. Perché? la forma breve che costringe ad utilizzare regole grammaticali abbreviate e/o ad abusare della grammatica piegandola nei 140 caratteri disponibili…”
      • Massimizzazione del momento didattico: “È spesso difficile insegnare in determinati contesti limitati spazialmente e temporalmente, Twitter ti permette di farlo al di là dei limiti spazio/temporali della lezione.”

      Quindi, se non avete ancora un account Twitter, pensateci. Evidentemente, una volta aperto un account su Twitter, ci si deve applicare, provare, approfondire. Gli apprezzamenti e le intersezioni private e didattiche arriveranno, conseguenti.

      Dimenticavo: il mio account su twitter http://www.twitter.com/mbeo | quello della SUPSI-DFA

      Pubblicare e scaricare da Internet: qualche riflessione

      pub_internetRiporto un’interessante proposta didattica dell’Ufficio della comunicazione elettronica dello Stato che ci interessa da vicino e inerente al tema “ICT ed etica:

      • Cosa si può pubblicare sul sito della scuola?
      • È legale scaricare musica dal web?
      • Che succede se carico su un sito una foto dei miei compagni di classe?

      “Pubblicare e scarica da Internet: qualche riflessione” è una guida rivolta ai ragazzi che fornisce informazioni, consigli e riflessioni sull’utilizzo di Internet rispondendo a tutte quelle domande che giovani e adulti dovrebbero porsi ogni volta che navigano in rete.

      Due sono i temi trattati nella pubblicazione: la protezione dei dati e il diritto d’autore in Internet. Entrambe le tematiche sono affrontate in modo sintetico nella parte “in sintesi” ed in maniera più approfondita nella sezione “in dettaglio”.
      La pubblicazione è a disposizione gratuitamente a tutti gli utenti in formato .pdf

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