Articoli con tag docente

Ricominciano le scuole, con o senza ICT

iStock_000002764758XSmall

L’anno scolastico è da poco iniziato. Le allieve e gli allievi ritornano sui banchi, la maggior parte di loro lasciando il computer a casa. Infatti, nella scuola obbligatoria, portare il proprio computer non è usuale; nemmeno ritrovarne uno sui banchi.
Tuttavia, la scuola obbligatoria ticinese quest’anno presenta alcune novità: per quanto attiene all’integrazione delle ICT, qualcosa si muove.

Presentiamo questo minimo che avanza dal punto di vista del possibile riverbero che questo potrebbe avere su sedi e docenti. Diciamo innanzitutto che se di riverbero si tratta, quanto viene offerto (sperimentazione e formazione)  deve essere oggetto di inquadramento (teoria e ricerca) e accompagnamento (dotazione e formazione). Infatti, le esperienze che a macchia di leopardo vedono integrate le ICT, non fanno testo in un’ottica di generalizzazione se non accompagnate e sostenute.

In particolare vediamo che almeno 3 offensive continuano o iniziano.

  • La prima esperienza, nella scuola elementare, vede protagoniste una decina di classi in cui la matematica viene trattata con un software specifico denominato CAbriElem. I docenti operano in un “…cantiere sempre aperto dove si cerca, attraverso una continua riflessione disciplinare e pedagogica, di individuare quegli ambiti in cui l’informatica può contribuire all’apprendimento“. Per informazioni di dettaglio sull’esperienza e sul corso di formazione/accompagnamento, vedasi il sito di presentazione o l’articolo “Insegnare nella scuola elementare con l’ausilio dell’informatica: una sfida possibile” di Elena Mock pubblicato sulla rivista Scuola Ticinese no. 305.
    In sintesi, si tratta di integrare le ICT come artefatto cognitivo. (altro…)

ICT e Psico-pedagogia | Libri di testo: carta, bit e anche video

Nell’ambito del  corso “Integrazione delle ICT nella SM” inserito nel piano studi del Master of Arts SUPSI in Insegnamento nella scuola media 2010/2011, è stato chiesto ai partecipanti di redigere riflessioni tematiche sotto forma di blog. Il post che segue è uno tra quelli ritenuti meritevoli di pubblicazione.
**********************************************

imm_master11Il 29 maggio dalla costa ovest degli Stati Uniti è arrivata l’attesa e da alcuni temuta notizia: l’ebook ha superato il libro cartaceo.  La notizia data dal portale a stelle e strisce di Amazon è poi rimbalzata tra le pagine online di praticamente tutti i siti di notizie del mondo. Grazie alla sempre maggiore diffusione dei supporti digitali, gli ebook sono sempre più interessanti sia per il lettore, sia per l’editore. Tra questi Zanichelli, che tra i suoi titoli ha numerosi volumi scolastici, ha messo in piedi un spazio virtuale dedicato espressamente a studenti e docenti che affianca il sempre più fornito negozio online dal quale si possono comperare i libri di testo in tutte le loro forme.

Questi nuovi strumenti offrono la possibilità di accedere a una serie di contenuti aggiuntivi, disponibili in varie forme (.pdf, .mp3, etc.), che rappresentano dei plus-valori notevoli e che possono aiutare l’allievo nel processo di apprendimento. Nuovi strumenti che, offrendo online esercizi e test, modificano l’utilizzo del libro (che nel caso si sia acquistata la versione cartacea è disponibile gratuitamente anche in formato .pdf) rendendo l’allievo più attivo nel suo studio e permettendogli di attivare differenti forme di intelligenza.

Tra gli strumenti mediatori inseriti nel triangolo pedagogico, quelli appena descritti sollevano inevitabilmente alcune domande:

  • quale beneficio reale hanno gli allievi da questa modalità di apprendimento?
  • Aiutano lo sviluppo dell’indipendenza e della responsabilizzazione dell’allievo (SE) o unicamente la costruzione di un sapere mnemonico(S)?
  • Se l’ICT in classe rappresenta uno strumento di mediazione con l’insegnante, quando l’allievo studia a casa quale ruolo assumono?

Autore: Saul Gabaglio

CAS per l'integrazione delle ICT nella Scuola media

modello_ICTIn questi due ultimi decenni si è evidenziato che dotare la scuola di apparecchiature informatiche per sostenere le tradizionali attività didattiche, non porta necessariamente a una loro effettiva integrazione. Questa integrazione deve passare attraverso la modifica del modo di insegnare, modifica che tocca l’ambiente di apprendimento e la didattica.
Un modello teorico interessante d’integrazione è proposto da Simon Hooper e Lloyd P. Rieber del College of Education Universitv of Minnesota e del Department of Instructional Technology – University of Georgia (vedi)

Questo modello propone di andare oltre l’integrazione delle ICT nelle attività del docente, ri-orientandone la pratica didattica. Per permettere questo riorientamento si dovrà necessariamente attivarsi con corsi di formazione continua che sappiano dare supporto alla pratica.

Ecco allora che i CAS (vedi post precedente) possono aiutare in modo pertinente questa crescita. In questi giorni si sta presentando agli addetti ai lavori (direzioni, sedi, docenti di SM) un’opportunità formativa che va in questo senso. Si tratta di un CAS denominato 3i (Informatica Integrata nell’Insegnamento). Questo CAS nasce dall’esigenza dell’Ufficio d’insegnamento medio di preparare docenti di scuola media del canton Ticino a meglio integrare le tecnologie informatiche e multimediali (ICT) nel loro insegnamento, indipendentemente dalla didattica disciplinare insegnata. Il CAS 3i, offerto e coordinato dal DFA, ha una durata di 4 semestri e corrisponde a 10 ECTS. Sarò più esaustivo sul CAS 3i in un successivo post.

Per informazioni di dettaglio, scaricare una presentazione del CAS3i (.pdf)

"Corsi del CAS": nuova tipologia di corsi di formazione continua

Hand drawing empty diagramCAS  (Certificate of Advanced Studies) è un titolo universitario di formazione continua,  rilasciato da scuole terziarie (tra cui il DFA della SUPSI). Il CAS certifica il docente che lo ha conseguito di aver terminato una formazione importante utile a sviluppare competenze professionali avanzate in un dato ambito.

L’offerta dei CAS  è quantificata in ECTS. L’ECTS è un’unità di misura di tempo del volume di lavoro dello studente – nel nostro caso il docente in formazione -, applicata nel processo di Bologna per favorire la mobilità e il riconoscimento di titoli di studio. L’adozione degli ECTS nella formazione continua implica un cambiamento radicale di paradigma: la formazione continua seguita da un docente non è più misurata in ore di lezione seguite, ma in ore di lavoro globali prestate dal docente per la sua formazione, comprensive quindi di ore di progettazione e di realizzazione di attività in classe, studio e lettura individuali, redazione di lavori e dossier, ecc. Un credito ECTS corrisponde a circa 30 ore di lavoro. Un CAS permette di conseguire almeno 10 ECTS.
L’adozione degli ECTS è un’occasione per valorizzare il lavoro che il docente svolge nella sua classe nell’ottica (anche) della sua formazione personale. Di regola, delle ore calcolate in ECTS di un corso di formazione continua, solo il 20-30% consiste in ore di lezione teoriche e laboratoriali. Il resto è comprensivo di attività propedeutiche alla progettazione/condivisione, di ore d’attività di preparazione e di ore di esecuzione di lezioni, in aula.

In sintesi, la certificazione dei CAS viene conseguita tramite:
1.    la presenza ai momenti di formazione teorici;
2.    la partecipazione ai momenti laboratoriali;
3.    la trasposizione di quanto progettato durante i laboratori;
4.    una documentazione contenente uno o più itinerari didattici da presentare e discutere a livello laboratoriale.

Nell’ambito della formazione all’intersezione tra le ICT, la formazione e l’apprendimento, la tipologia corsi CAS è apprezzata in quanto permette al docente in carica di seguire formazioni necessarie che accrescono le sue competenze senza per questo diminuire la percentuale del suo lavoro. Per l’ambito di cui è questione nel blog, una possibilità interessante  per formare i/le docenti all’integrazione delle ICT.

Il viaggiatore scientifico 5

viaggiatore_scientificoAnche quest’anno, continuando una (quasi) tradizione, il DFA propone una giornata  dedicata alla divulgazione scientifica, ai suoi aspetti spettacolari e a nuove proposte didattiche. Questa giornata avrà luogo il sabato 19 febbraio 2011 Ore 8.30 Aula magna, Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) SUPSI Piazza San Francesco 19, Locarno.

Di seguito i temi affrontati in conferenze e atelier:

* Un po’ di fisica nella scuola dell’infanzia?

* Quelques démonstrations de chimie de niveau gymnase

* La Scatola di Einstein a Barcellona

* Come funziona il sapone?

* Il LASER compie 50 anni!

* Fisica Sognante – Fisica e giocoleria

Informazioni di dettaglio:

Diritti d'autore e dintorni nella didattica

copyrightChi, come docente o studente, non si è mai confrontato col tema del diritto d’autore nel mondo delle informazioni condivise di oggi, via internet? Pochi o nessuno! Infatti, questo è un tema che ricorre spesso nell’ambito della didattica di classe, ma soprattutto della didattica oltre la classe, per via asincrona, supportata da servizi del web2.0. Quali sono le avvertenze da fornire ai docenti che usano – o vorrebbero usare – documenti di varia natura nei loro corsi? Rispettivamente, quali diritti posso attribuire alle mie produzioni formative inserite in rete?

Senza essere esaustivo, propongo alcune informazioni essenziali per meglio orientarsi, ricordando che siamo nell’ambito del diritto d’autore, ambito in cui da poco tempo è possibile usare dei diritti di protezione meno restrittivi. Penso all’impiego dei Creative Commons (CC) che sono orientati alla condivisione e agli utilizzi pubblici soprattutto di materiale digitale. Ritornerò sul tema dei Creative Commons.

Questi consigli sono tratti da  “Pubblicare e scaricare da Internet Qualche riflessione” – 2009, Cancelleria dello Stato (vedi)

Ricerca in Internet
È possibile utilizzare tutti i testi e le immagini che si scaricano da Internet per la didattica. Se uno studente prepara una presentazione o una ricerca per la scuola, gli è quindi permesso inserire i contenuti che ha trovato in Internet. Dovrà però sempre citare le fonti del materiale che ha utilizzato. Non è consentito invece utilizzare questo materiale sul proprio sito web o su quello della scuola.

Pubblicazioni sul sito della scuola (o su un blog)
In generale è importante distinguere tra le pubblicazioni sul server interno alla scuola (Intranet) e la pubblicazione su Internet. Il sito Intranet della scuola è a scopo didattico. Visto che è accessibile solo ad allievi e docenti, tutto ciò che vi si pubblica è considerato una riproduzione per informazione interna a un istituto; citando l’autore e tenendo conto di alcune eccezioni, la pubblicazione è possibile. Non è invece possibile (senza il consenso dell’autore) la pubblicazione in Internet, a meno che siano protetti con specifici CC.

Video registrati alla TV, acquistati o noleggiati
Un docente può registrare programmi radio o televisivi per mostrarli agli allievi in classe. Non può però salvarli integralmente sul sito interno alla scuola (Intranet); è possibile unicamente pubblicare degli estratti di queste opere.
Su Internet invece non è possibile alcuna pubblicazione, nemmeno di estratti (a meno che i video non siano stati realizzati dalla scuola stessa). L’uso di filmati provenienti e pubblicati da altri siti è permesso ( via “embedded”), visto che la fonte viene mostrata.

Testi e immagini non realizzati dalla scuola
Pubblicare testi o immagini sul sito interno della scuola è possibile; per quanto riguarda il sito Internet al contrario non lo è, a meno che non si abbia il consenso dell’autore o siano protetti da specifici diritti CC.

Testi e immagini realizzati da un docente/studente in seno all’attività didattica
Se un’opera (testi, fotografie, filmati,…) viene realizzata da un docente – o studente maggiorenne –  nell’ambito del suo lavoro, i diritti d’autore appartengono alla Scuola (anche se l’autore è il docente).

Opere di allievi
Per pubblicare opere di allievi in Internet occorre la loro autorizzazione. Se l’allievo è minorenne occorre il consenso dei genitori.

Concorso "ICT award"

l'interrogazioneDa alcuni anni gli studenti e le studentesse della Formazione di Base della SUPSI/DFA, usano strumenti e/o servizi ICT nella preparazione del loro materiale didattico. Alcuni di loro impiegano pure in classe, con gli allievi, nella pratica professionale, strumenti o servizi ICT.

Per comprendere quali sono gli usi – normalmente integrati nella programmazione e nella didattica – si indice un concorso che dovrà permettere di fare il punto su questo tema all’intersezione tra programmazione didattica e formazione in classe con  ICT, servizi dell’internet, apparecchi multimediali, LIM e altro ancora.

Informazioni sul tema:

Do you remember?

insegnare logoraSulla “Regione” del 23 settembre 2009, Giorgio Mainini, già direttore di Scuola Media, scrive una lettera aperta dal titolo “Riapriamo il dibattito sulla scuola“.
Mainini sottolinea anche come le ICT possano modificare l’odierno modo ticinese di far scuola, migliorandolo e adattandolo alle attuali esigenze sociali, nonché venendo incontro alle competenze degli allievi –  “nativi digitali” – che usano massicciamente le ICT non ritrovandole che omeopaticamente nella scuola odierna, eccezioni a parte.
Mainini cita pure uno scritto (Nuove tecnologie informatiche nella scuola) del 2001 nel quale il sottoscritto ed altri autori cercavamo di perorare la causa dell’integrazione delle ICT (vedi). In questo  formulavamo proposte operative – disattese – e indicavamo delle proposte di inquadramento, di politica scolastica, pure disattese, almeno finora. Le ribadisco di seguito:

  • elaborazione di una precisa strategia cantonale, realistica ma vincolante, da un lato per la sperimentazione, dall’altro per l’aggiornamento di tutti gli operatori scolastici nella nuova didattica, con la relativa determinazione di spazi, contributi, scadenze, se necessario anche con l’adozione di misure (in positivo e in negativo) nei confronti di quadri (funzionari, esperti, direttori, consulenti, …) e docenti;
  • creazione di una struttura di formazione degli insegnanti e dei quadri, nella direzione volta a considerare l’uso delle ICT una chiave universale per la concezione di una scuola “ (…) che fornisca al ragazzo la capacità di orientarsi nel mondo in cui vive, per fare scelte personali ragionate; che gli insegni non migliaia di nozioni, ma la tecnica per imparare e assimilare quelle che davvero gli serviranno; che gli spieghi come si argomenta, come si progetta, come si pone una domanda sensata; che gli fornisca una maturità di pensiero tale da consentirgli di riconoscere il valore imprescindibile della tradizione storica, e lo ponga in relazione con la contemporaneità e con il contesto culturale e sociale; che gli dia una formazione scientifica certa e accettabile.” (Ignazio Contu);
  • imposizione dell’acquisto di apparecchiature equivalenti, da parte del Cantone, a tutti i Comuni per le SE, se del caso con adeguati sussidi, per ovviare al formarsi di una “scuola comunale” troppo dipendente dalle capacità finanziarie e dalle sensibilità dei Comuni.

Le proposte secondo me sono ancora attuali, benché da adattare, anche alla luce della scarsa valutazione ricevuta dalla scuola ticinese nell’ambito dell’integrazione delle ICT, vedi precedente post. Remember…

Contributi a progetti scuola-famiglia che impiegano le ICT

Le ricerche condotte negli ultimi dieci anni hanno dimostrato l’importanza del sostegno e del coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica dei loro figli. In questo senso, la promozione e l’incentivazione della collaborazione tra scuola e genitori è una missione importante del sistema scolastico. Diversi esperimenti hanno dimostrato che le ICT possono offrire interessanti e innovative soluzioni per migliorare il legame tra questi due partner. Alcuni progetti in questa direzione sono stati, sono o saranno condotti nel Comuni o in alcune scuole in Svizzera. Per la sua prossima pubblicazione su «Les MITIC au service de la collaboration école-famille», il Centro svizzero per la tecnologia dell’informazione e della comunicazione (CTIE) lancia un invito a presentare contributi. L’obiettivo è quello di raccogliere informazioni sui progetti cantonali, regionali, i progetti scolastici o le categorie di coloro che hanno risposto i due seguenti criteri:

  • migliorare, sostenere, promuovere la collaborazione tra insegnanti e genitori aumentando la loro partecipazione alla vita della scuola e / o dei loro investimenti nella scuola dei propri figli (dalla scuola dell’infanzia alle scuole secondarie).
  • il progetto è attuato in parte o completamente con le ICT (sito web, piattaforma di apprendimento, video, audio, immagini, email, SMS, blog,…).

Le persone coinvolte in progetti di questo tipo sono invitati a compilare il presente modulo e ritornarlo fino al 26 giugno 2009 al seguente indirizzo: mariana.steiner@educa.ch
Inoltre, se si è a conoscenza di scuole o di insegnanti coinvolti in questo tipo di progetto, pf fate seguire l’informazione. Grazie!

Liberamente tradotto dal testo inviato da Marian Steiner per email l’11 giugno 2009.

Il computer ci aiuta a pensare e a scrivere le storie

È stato pubblicato col titolo del post su “Scuola Ticinese” n. 291, marzo-aprile 2009, un insieme di articoli che descrive un uso pertinente, integrato, delle ICT in aula. Grazie all’itinerario presentato sono stati (meglio) raggiunti gli obiettivi previsti dal programma scolastico – in questo caso di Scuola elementare – per quanto concerne la lingua madre. La proposta metodologica porta il nome di “Giochiamo con la fiaba”, ed è stata ideata dai docenti di SE Angelo Morini e Corrado Scaroni con il supporto recente dell’ASP.

Integrare uno strumento informatico in un contesto formativo di classe significa mettere il computer al servizio della metodologia didattica per raggiungere, con qualità accresciuta, gli obiettivi previsti. In altre parole, lo strumento o il servizio informatico si inseriscono nel processo didattico, passando però in secondo piano per rapporto al compito che supportano, integrandosi.

In questo itinerario didattico è stato creato un data-base (mysql-php) nel quale vengono inserite storie inventate dagli allievi i quali, successivamente, ne verificano la correttezza sintattica (coerenza e coesione del testo). Le storie inventate e inserite possono mescolarsi a piacimento, usando il modello della fiaba di Propp.

Nell’itinerario “Giochiamo con la fiaba”, il computer viene impiegato per i seguenti compiti:
– digitazione delle sequenze narrative della fiaba nel database usando un browser;
– controllo su schermo o su stampa della coerenza delle sequenze narrative;
– correzione dei testi risultati non coerenti;
– creazione di nuove fiabe tramite rimescolamento delle varie sequenze attraverso il browser;
– inserimento dei disegni dei bambini (dopo acquisizione tramite scanner) a illustrare le corrispondenti sequenze narrative.

Con impieghi del computer di questo tipo, gli allievi lavorano per raggiungere lo scopo principale dell’itinerario, che attiene alla scoperta e all’uso degli elementi linguistici che rendono possibile la coerenza e la coesione del testo, riferendosi alla struttura narrativa della fiaba.

Scopri l’itinerario partendo da http://www.aspti.ch/fiaba o scarica l’articolo (in .pdf) pubblicato su “Scuola Ticinese”.

fiaba

Torna all'inizio