Articoli con tag Formazione

La robotica a scuola elementare?

Uno dei tanti sussidi didattici digitali impiegabili nel progetto sotto esposto.

Legittimamente si potrebbe reagire in modo scomposto al tentativo di inserire la robotica a scuola elementare e, addirittura, a scuola dell’infanzia.

Tranquilli! Non si tratta infatti di aggiungere una nuova disciplina, tecnologica, per ossequiare la moda recente di portare la programmazione a scuola obbligatoria.  Si tratta di sperimentare, adeguato ai tempi, quanto preconizzava quarant’anni or sono Seymour Papert: l’informatica non è una cultura in sé, ma può servire ad aprire la via a prospettive culturali e filosofiche molto diverse, per esempio considerare un robot come un espediente per insegnare elementi del curriculo tradizionale quali le nozioni di angolo, di forma oppure i sistemi di coordinate e altro ancora.

Si potrebbe anche dare risalto al cosiddetto ambito MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia) verso il quale a livello federale si raccomanda di orientare i nostri allievi entro la fine della scuola obbligatoria.

Oppure, potrebbe essere una ricerca grazie alla quale conoscere le convinzioni dei docenti e degli allievi in merito alla tecnologia e all’uso di strumenti tecnologici nel tempo libero e a scuola.

Siccome proporre una tale iniziativa complessa alla scuola dell’infanzia o elementare poteva sembrare poco idoneo, chi scrive ha inoltrato presso l’accademia svizzera delle scienze (vedi Programma di promozione «MINT Suisse») l’idea di proporre nel I e II ciclo scolastico ticinese attività di apprendimento con oggetti tecnologici secondo modalità didattiche basate su lavori per progetto. Questo progetto all’intesezione tra ricerca e ricerca-azione-  Progetto robotica a scuola obbligatoria (PRSO) – è stato selezionato come meritevole di approfondimento e sponsorizzato a livello federale. Quindi, consci che proporre la robotica a scuola e nel tempo libero a bambini e bambine tra i 5 e 10 anni è ritenuto interessante, dallo stadio di idea ora si può passare a quello di progetto ed entrare nel merito della formulazione della parte pratica, di quella formativa e della ricerca.

Informazioni sul progetto PRSO seguiranno…

Giovani, competenze, tecnologie e mondi futuri (ma non troppo)

top10

10competenze

Thierry Karsenti, titolare della cattedra di ricerca sulle tecnologie in educazione (Canada) ha ottimamente riassunto le 10 competenze da costruire nei i giovani nel campo citato nel titolo. La scuola non può esimersi dall’interrogarsi come fare.

Con le tecnologie essere capaci di:

1. comunicare efficacemente

2. presentare efficacemente l’informazione

3. risolvere problemi

4. avere spirito critico

5. creare una propria immagine pubblica adeguata

6. cercare l’informazione in modo pertinente

7. organizzare le informazioni

8. collaborare efficacemente

9. leggere in modo adeguato

10. lavorare con immagine, suono e video

Clic sull’immagine per il riassunto originale in .pdf

Giovani, robotica e pedagogia

Pubblicato sul numero di maggio della rivista Scuola ticinese un mini-dossier sul tema Giovani, robotica e pedagogia.

Temi trattati:

Perché orientare i giovani alla tecnologia
La robotica nella scuola obbligatoria?
Una didattica per progetti
L’associazione Robo-Si
Un torneo di passione robotica
Intervista a una docente dell’opzione tecnologica
Quali robot per attività formative ed educative?

 

 

Autori: Andrea Albertini, Marco Beltrametti, Sara Cataldi, Aurelio Crivelli e Pierre Ograbek

Scarica il pdf dell’articolo di Scuola ticinese.

E-education: un rilancio per l’integrazione delle ICT nella scuola?

strade e autostrade Il 14 maggio è stato presentato il rapporto del gruppo di lavoro e-education, voluto dal consigliere di Stato Manuele Bertoli. Dopo un anno di lavori il dossier è stato consegnato al committente e presentato in successione ai quadri, agli operatori scolastici. Dal 14 maggio presentato ai docenti e a tutte le persone interessate dal tema.

Quali sono i contenuti del rapporto elaborato da e-education?
In estrema sintesi, rimandando a una lettura approfondita del rapporto scaricabile da qui, si può affermare quanto segue. (altro…)

Perchè orientare i giovani alla tecnologia

Nel campo delle professioni tecnologiche è stato lanciato un grido d’allarme: nel giro di pochi anni, la Svizzera mancherà di addetti e specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Studi recenti mostrano, infatti, un bisogno crescente di giovani talentuosi o motivati. Secondo la Training Association Svizzera (ICTS), 32’000 posti rimarranno vacanti nelle varie professioni ICT nel 2017 in Svizzera. Questo settore rappresenta il 5% del prodotto interno lordo, tradotto in soldoni, oltre 25 miliardi di franchi.

Quando scoppiò la bolla Internet all’inizio del 2000, molti professionisti ICT persero il lavoro” dice Andreas Kaelin, presidente di ICTS “una grande insicurezza ha fatto capolino e il numero di giovani interessati a queste professioni è diminuito.” L’immagine della passione e professione solitaria pure non aiuta, dice Andreas Kaelin. “Il luogo comune vede un professionista seduto da solo in un piccolo ufficio, cercando di programmare qualcosa.” “L’industria è un elemento chiave per la competitività dell’economia svizzera in ambito ICT. Specialisti ICT sono indispensabili alle imprese per sviluppare soluzioni così da renderle più competitive.[1] (altro…)

LIM come i computer: conta di più il software o l’hardware?

Le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) si stanno diffondendo anche nella scuola ticinese nei diversi settori. A macchia di leopardo, si installano nelle classi comunali e cantonali LIM di marche diverse, con software proprietari differenti, forniti dalle ditte che producono l’hardware. Risultato: un docente che cambiasse classe o scuola e si trovasse con una LIM diversa da quella usata con i suoi allievi sarebbe costretto a rivedere l’insieme didattico delle sue produzioni con risultati quasi sempre deludenti.
Queste difficoltà di passaggio da una LIM all’altra  si sono subito notate anche nel corso CAS3i (Informatica Integrata nell’insegnamento, organizzato dal servizio di formazione continua del DFA per docenti di scuola media, vedi) dove – all’interno delle attività formative del modulo 2 dedicate all’uso delle Lavagne Interattive Multimediali – si è costretti a giostrare tra LIM di marche diverse con problemi di scambio di itinerari didattici di cui avemmo volentieri fatto a meno.

Se poi constatiamo l’esistenza di tecnologia che offre alle scuole LIM senza lavagna (un videoproiettore che con un pennarello elettronico permette di usare muri come lavagne, vedi per esempio…), con software pure diversi, ci accorgiamo che si ritorna ai tempi della diatriba Mac-Windows, che per anni ha fatto da sfondo integratore all’integrazione delle ICT nella scuola. Questa non compatibilità dei dati inficia l’insegnamento.

Come superare questo problema? (altro…)

Corso "Io e il mio robot 2012"

LocandinaIoEilMioRobot2012L’integrazione dell’informatica nell’insegnamento non è da confondere con l’informatica come oggetto di studio.

Nel primo caso, per integrazione dell’informatica nella scuola si intende, in sintesi, l’impiegare strumenti ICT come supporti didattici sia per il docente (programmazione e lezione) sia per l’allievo/studente (affiancandosi a tradizionali strumenti didattici o al docente).
Nel secondo caso si parla di informatica come oggetto di studio quando si entra nell’ambito della costruzione e programmazione di strumenti ICT di solito opachi come funzionamento. Si tratta cioè di lavorare su oggetti tecnologici cercando di portare a termine progetti creativi in modo singolo o in gruppo. Questo va nel senso soprattutto di orientare i/le giovani verso professioni tecnologiche (meccaniche, informatiche).
Per questo scopo l’associazione Robo-Si  che già ha organizzato il torneo robotico nello scorso novembre al DFA di Locarno offre un corso per giovani tra i 10 e i 15 anni, corso utile a perseguire lo scopo definito poc’anzi, nel tempo libero.

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Torneo di robotica al DFA

First Lego League di LocarnoSabato 26 novembre si è svolto con successo alla SUPSI, Dipartimento formazione e apprendimento di Locarno, un torneo di robotica, eliminatoria regionale svizzera della First Lego League (FLL). Guarda il video del torneo

10 team – composti da ragazze e ragazzi tra i 10 e i 16 anni – si sono sfidati con i loro robot nelle prove della FLL. I team erano accompagnati da un adulto in veste di coach. Le prove prevedevano di trattare problemi inerenti al tema dell’alimentazione (Food Factory), presentando a una giuria di esperti una soluzione originale. Inoltre, i team dovevano costruire un robot NXT con cubetti Lego in modo da poter eseguire su grandi tavoli da gioco delle sfide robotiche, sempre attinenti al tema dell’alimentazione, coordinate da arbitri. I ragazzi e le ragazze sono stati infine valutati sulla loro capacità di lavorare e progettare in gruppo e sull’originalità della costruzione del robot e della sua programmazione.

Dopo una giornata intensa di presentazioni, lavori di gruppo e sfide, davanti a un numeroso pubblico, i 3 team vincitori sono stati:

  1. SAMIC (Lugano)
  2. Scarcerle (Padova)
  3. Generator (Lugano)

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Ricominciano le scuole, con o senza ICT

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L’anno scolastico è da poco iniziato. Le allieve e gli allievi ritornano sui banchi, la maggior parte di loro lasciando il computer a casa. Infatti, nella scuola obbligatoria, portare il proprio computer non è usuale; nemmeno ritrovarne uno sui banchi.
Tuttavia, la scuola obbligatoria ticinese quest’anno presenta alcune novità: per quanto attiene all’integrazione delle ICT, qualcosa si muove.

Presentiamo questo minimo che avanza dal punto di vista del possibile riverbero che questo potrebbe avere su sedi e docenti. Diciamo innanzitutto che se di riverbero si tratta, quanto viene offerto (sperimentazione e formazione)  deve essere oggetto di inquadramento (teoria e ricerca) e accompagnamento (dotazione e formazione). Infatti, le esperienze che a macchia di leopardo vedono integrate le ICT, non fanno testo in un’ottica di generalizzazione se non accompagnate e sostenute.

In particolare vediamo che almeno 3 offensive continuano o iniziano.

  • La prima esperienza, nella scuola elementare, vede protagoniste una decina di classi in cui la matematica viene trattata con un software specifico denominato CAbriElem. I docenti operano in un “…cantiere sempre aperto dove si cerca, attraverso una continua riflessione disciplinare e pedagogica, di individuare quegli ambiti in cui l’informatica può contribuire all’apprendimento“. Per informazioni di dettaglio sull’esperienza e sul corso di formazione/accompagnamento, vedasi il sito di presentazione o l’articolo “Insegnare nella scuola elementare con l’ausilio dell’informatica: una sfida possibile” di Elena Mock pubblicato sulla rivista Scuola Ticinese no. 305.
    In sintesi, si tratta di integrare le ICT come artefatto cognitivo. (altro…)

CAS per l'integrazione delle ICT nella Scuola media

modello_ICTIn questi due ultimi decenni si è evidenziato che dotare la scuola di apparecchiature informatiche per sostenere le tradizionali attività didattiche, non porta necessariamente a una loro effettiva integrazione. Questa integrazione deve passare attraverso la modifica del modo di insegnare, modifica che tocca l’ambiente di apprendimento e la didattica.
Un modello teorico interessante d’integrazione è proposto da Simon Hooper e Lloyd P. Rieber del College of Education Universitv of Minnesota e del Department of Instructional Technology – University of Georgia (vedi)

Questo modello propone di andare oltre l’integrazione delle ICT nelle attività del docente, ri-orientandone la pratica didattica. Per permettere questo riorientamento si dovrà necessariamente attivarsi con corsi di formazione continua che sappiano dare supporto alla pratica.

Ecco allora che i CAS (vedi post precedente) possono aiutare in modo pertinente questa crescita. In questi giorni si sta presentando agli addetti ai lavori (direzioni, sedi, docenti di SM) un’opportunità formativa che va in questo senso. Si tratta di un CAS denominato 3i (Informatica Integrata nell’Insegnamento). Questo CAS nasce dall’esigenza dell’Ufficio d’insegnamento medio di preparare docenti di scuola media del canton Ticino a meglio integrare le tecnologie informatiche e multimediali (ICT) nel loro insegnamento, indipendentemente dalla didattica disciplinare insegnata. Il CAS 3i, offerto e coordinato dal DFA, ha una durata di 4 semestri e corrisponde a 10 ECTS. Sarò più esaustivo sul CAS 3i in un successivo post.

Per informazioni di dettaglio, scaricare una presentazione del CAS3i (.pdf)

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