Articoli con tag LIM

LIM come i computer: conta di più il software o l’hardware?

Le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) si stanno diffondendo anche nella scuola ticinese nei diversi settori. A macchia di leopardo, si installano nelle classi comunali e cantonali LIM di marche diverse, con software proprietari differenti, forniti dalle ditte che producono l’hardware. Risultato: un docente che cambiasse classe o scuola e si trovasse con una LIM diversa da quella usata con i suoi allievi sarebbe costretto a rivedere l’insieme didattico delle sue produzioni con risultati quasi sempre deludenti.
Queste difficoltà di passaggio da una LIM all’altra  si sono subito notate anche nel corso CAS3i (Informatica Integrata nell’insegnamento, organizzato dal servizio di formazione continua del DFA per docenti di scuola media, vedi) dove – all’interno delle attività formative del modulo 2 dedicate all’uso delle Lavagne Interattive Multimediali – si è costretti a giostrare tra LIM di marche diverse con problemi di scambio di itinerari didattici di cui avemmo volentieri fatto a meno.

Se poi constatiamo l’esistenza di tecnologia che offre alle scuole LIM senza lavagna (un videoproiettore che con un pennarello elettronico permette di usare muri come lavagne, vedi per esempio…), con software pure diversi, ci accorgiamo che si ritorna ai tempi della diatriba Mac-Windows, che per anni ha fatto da sfondo integratore all’integrazione delle ICT nella scuola. Questa non compatibilità dei dati inficia l’insegnamento.

Come superare questo problema? (altro…)

ICT e SM | Tecnologia nemica?

Nell’ambito del  corso “Integrazione delle ICT nella SM” inserito nel piano studi del Master of Arts SUPSI in Insegnamento nella scuola media 2010/2011, è stato chiesto ai partecipanti di redigere riflessioni tematiche sotto forma di blog. Il post che segue è uno tra quelli ritenuti meritevoli di pubblicazione.
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xpostmaster1Perché nelle aule e nelle pratiche didattiche della Scuola Media ticinese c’è così poco spazio e tempo per le nuove tecnologie? Di fatto, solo una minoranza degli insegnanti integra regolarmente l’utilizzo delle ICT nel suo curriculum e nel suo lavoro con i ragazzi. Si tratta di un problema di mezzi, oppure di costi?

Più che altro, credo, si tratta di resistenze psicologiche, di un forte distacco generazionale che è davvero difficile da colmare. Molta della popolazione docente non si sente a suo agio con l’informatica (che guarda anche con un certo sospetto) e ben sa che i propri allievi sono di gran lunga più competenti in materia. Sì, c’è probabilmente il timore di perdere il controllo della situazione, e forse anche un inconscio (o conscio?) rifiuto di qualcosa di così lontano dalla scuola che i docenti stessi frequentavano e nella quale hanno insegnato fino a qualche anno fa.

Un esempio eloquente è l’avvento della lavagna interattiva multimediale, arrivata in alcune sedi, che viene salutata da alcuni con entusiasmo e guardata da altri con timore. Questo “nuovo giocattolo” scatena non poche paure: le infinite funzioni che offre mettono, certo, soggezione e anche un po’ di ansia, come se ci si potesse perdere “laddentro”, in un mondo sconosciuto ed infinito. “Ma non sarebbe più facile ed efficace preparare una lezione tradizionale? So come fare, funziona, e ci sono abituato! Chissà quante ore sprecherei imparando ad usare questa macchina!” pensano molti. “E se capitasse un guasto? Se dovessi non riuscire a farla funzionare? Che figura farei di fronte ad una classe? Che fine farebbe la mia autorevolezza?”.

Eppure pensiamo a quanta tecnologia già usiamo a scuola senza che ci spaventi. I DVD per i filmati. I CD per la musica, le comprensioni orali e i testi d’ascolto. Ma questi fanno già parte della nostra vita quotidiana, del nostro immaginario, e non ci mettono più soggezione.

Per la lavagna interattiva, beh, è solo questione di tempo! Basta aspettare che la nuova generazione di digital natives si sieda dietro la cattedra!
Approfondimento: Con Smart Board la scuola è digitale

Autrice: Iulia Vassalli Piacenza

Insegnare con le lavagne interattive multimediali

LIMIl sito educa.ch pubblica un interessante dossier inerente alla LIM (Lavagna Interattiva Multimediale).
L’autore di questo blog – che si interessa al tema poiché nel novero del suo ambito di interesse (vedi) – pensa che la LIM non sia uno strumento didattico particolarmente innovativo per quanto attiene al far scuola. Infatti, questo strumento tende a riprodurre una didattica tradizionale, di classe, frontale. L’insegnante che ne fa uso rafforza questa metodologia organizzativa e per la classe diminuiscono le possibilità di poter vedere attivata una didattica diversificata, per esempio a gruppi.

Tuttavia, è importante sottolineare l’apporto che lo strumento LIM porta all’insegnamento di questo tipo – frontale -, metodologia molto diffusa, soprattutto a livello d’insegnamento post- scuola obbligatoria.
Il nostro Dipartimento usa la LIM da anni, ne ha sperimentato l’impiego nella scuola obbligatoria, diffonde le sue possibilità d’implementazione e ne segue la ricerca e l’evoluzione tecnica e didattica. Considera cioè la LIM  uno tra i molti strumenti ICT che potrebbero rendere l’insegnare in classe maggiormente interessante.

Il dossier è un buon punto di partenza per chi intende avvicinarsi alla LIM. Esso è stato redatto da Stéphanie Burton e Laurent Jauquier

Nel dossier trovate:
Introduzione | La ricerca e le LIM | Installazione – ergonomia | Case study sulle LIM | Esperienze, progetti e buone pratiche | Link di interesse sulla LIM

Accedi al dossier su educa

La lavagna multimediale interattiva

lim1La LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) viene impiegata da anni nelle scuole ticinesi. Dalla Scuola elementare a quella medio-superiore, passando per il settore medio. Uno strumento didattico che sta avendo successo nella scuola poiché ripropone – in forma tecnologicizzata – il classico strumento che da decenni è usato nelle classi: la lavagna.

Dal mio punto di vista e da quello pedagogico, la LIM non è che parzialmente innovativa, non permettendo che minime modifiche nel sistema didattico che rimane prevalentemente classico, frontale e a classe intera. Altri sono gli strumenti tecnologici che potrebbero, integrandosi, modificare il modo di far scuola e dare un plus-valore e un’innovazione all’insegnamento. Ma, rimaniamo sulla LIM.
Essa permette di integrare la multimedialità digitale. Suoni, testi, video e collegamento internet sono disponibili. Risulta possibile intervenire, evidenziando, quanto appare sul grande schermo. Tutto quello che viene visualizzato sulla lavagna interattiva può essere stampato, registrato e quindi diffuso per vie elettroniche, dalla posta elettronica alle piattaforme di sussidio all’insegnamento, per es. educanet2.

Sarà uno strumento didattico che avrà successo nella nostra scuola? Presumo di si.
Come DFA (già ASP) da anni usiamo le LIM sia nella nostra formazione terziaria (ne abbiamo finora installate quatto, molto apprezzate) sia in attività di ricerca, seguendo esperienze della scuola elementare in cui la LIM è usata. Siamo un centro di competenza nel contesto d’uso delle LIM in classe.
lim2In questi giorni è stato firmato una accordo con una ditta che vende LIM, per collaborare, offrendo corsi di formazione a questo strumento, rivolti non solo alla Scuola ma anche al mondo dell’amministrazione che sempre di più le impiega. Stiamo infatti certificando due persone affinché possano avere il “label” di formatore LIM non solo a livello didattico ma anche tecnologico. A breve offriremo corsi di vario livello per “target” differenziati.

In prospettiva, apriremo quindi discussioni su argomenti correlati alla LIM che da oggi diventa ufficialmente uno dei tag di questo blog, da sviluppare.

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