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A scuola col tablet

ipadÈ subito apparso evidente che il tablet – soprattutto grazie al capofila iPad della Apple – sarebbe stato prima o poi sperimentato in classe. Infatti, come ultima evoluzione del computer, anch’esso ha prerogative che lo rendono interessante come strumento didattico. Il largo uso da parte dei molti utenti incita al suo impiego anche a scuola: ci siamo!

Nelle sperimentazioni attivate in Europa (in Ticino una nel SMS – con gli studenti della SCC -, una nella SM – uso da parte dei soli docenti – e un’altra nelle biblioteche – implementazione di ebook-reader), si tende a mettere in evidenza lo strumento a scapito della didattica. Ricordiamo che lo strumento didattico ICT – il tablet fa parte di questo insieme – esorta al cambiamento del modo di fare scuola. Non fosse così, non ipotizzeremmo modifiche e innovazioni. Infatti, se la didattica non cambia, non avremo grandi modifiche nel processo di insegnamento/apprendimento in cui il fulcro è pur sempre il docente. Fare didattica in modo “tradizionale” con uno strumento digitale, non modifica perciò il modo di fare scuola e quindi ha poche ricadute innovative sul processo.

Il tablet non sarà quindi la panacea ma tuttavia propone cambiamenti nella didattica e stimola il discorso dell’integrazione delle ICT a scuola.

I versanti di questa integrazione sono due: tecnico e didattico. (altro…)

Ripensare la scuola nell’era del tablet e del web?

Lo si è recentemente  letto sui quotidiani e nei siti di informazione online ticinesi (vedi): è stato istituito un gruppo di lavoro sul tema ICT e insegnamento. Tema  che concerne questo blog e che, a prima vista, parrebbe ricalcare quanto precedentemente portato a termine da altri gruppi di lavoro o commissioni istituite sullo stesso argomento negli ultimi 2 decenni. Questi gruppi hanno infatti prodotto rapporti interessanti ma le loro raccomandazioni sono sempre state disattese e mai applicate.
Allora, un altro gruppo sul tema ICT che farà la stessa fine? Vedremo!

Intanto si può dire che il gruppo è fortemente voluto dal consigliere di stato Manuele Bertoli che invita a “…capire in quale modo usare al meglio le potenzialità offerte dalle moderne tecnologie, con l’obiettivo finale di migliorare la qualità di vita di tutti, allievi e docenti.” Egli invita pure a lavorare “in particolare a due orizzonti primari molto pragmatici ma anche carichi di valore: togliere (in senso figurato e metaforico) peso dalle spalle delle nostre alunne e dei nostri alunni; aumentare le possibilità di un insegnamento differenziato che consenta a chi è più in difficoltà di tenere il passo e a chi ha maggiori facilità di spingersi in avanti.
Il consigliere di stato fa notare che un cambiamento – se ci sarà – ” necessita certamente di strumenti e di risorse (umane e finanziarie), ma anche di visioni e di strategie.

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