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LIM come i computer: conta di più il software o l’hardware?

Le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) si stanno diffondendo anche nella scuola ticinese nei diversi settori. A macchia di leopardo, si installano nelle classi comunali e cantonali LIM di marche diverse, con software proprietari differenti, forniti dalle ditte che producono l’hardware. Risultato: un docente che cambiasse classe o scuola e si trovasse con una LIM diversa da quella usata con i suoi allievi sarebbe costretto a rivedere l’insieme didattico delle sue produzioni con risultati quasi sempre deludenti.
Queste difficoltà di passaggio da una LIM all’altra  si sono subito notate anche nel corso CAS3i (Informatica Integrata nell’insegnamento, organizzato dal servizio di formazione continua del DFA per docenti di scuola media, vedi) dove – all’interno delle attività formative del modulo 2 dedicate all’uso delle Lavagne Interattive Multimediali – si è costretti a giostrare tra LIM di marche diverse con problemi di scambio di itinerari didattici di cui avemmo volentieri fatto a meno.

Se poi constatiamo l’esistenza di tecnologia che offre alle scuole LIM senza lavagna (un videoproiettore che con un pennarello elettronico permette di usare muri come lavagne, vedi per esempio…), con software pure diversi, ci accorgiamo che si ritorna ai tempi della diatriba Mac-Windows, che per anni ha fatto da sfondo integratore all’integrazione delle ICT nella scuola. Questa non compatibilità dei dati inficia l’insegnamento.

Come superare questo problema? (altro…)

Smartpen: dalla scrittura manuale a quella digitale

livescrive-pulse-smartpen-3Smartpen è una penna elettronica in alluminio. Al suo interno c’è un computer. Cosa è in grado di offrire questa penna-computer?
Scrivendo normalmente, Smartpen può:
– registrare tracce audio corrispondenti agli appunti che si stà scrivendo;
– tracciare in modo completo i movimenti di chi scrive, sia per quanto riguarda la posizione esatta sul foglio, sia per quanto concerne i tempi entro i quali si scrive/disegna.
Questo è reso possibile dalla tecnologia impiegata nella realizzazione della carta. In effetti la Smartpen va usata unicamente su fogli/quaderni appositi che ne sanno orientare la posizione, letta dalla videocamera interna.
I quaderni forniti con la Smartpen incorporano anche una serie di simboli che servono per leggere l’ora/data, per conoscere quanto spazio rimane nella memoria e per sapere la carica delle batterie. Sono inoltre disponibili simboli per l’uso della calcolatrice e per modificare le impostazioni interne della penna (sensibilità del microfono, luminosità display, intensità volume e orientamento della scrittura per destrimani o mancini).

Esiste una comunità Livescribe e un software relativo, per la realizzazione e la distribuzione di applicativi programmati da esterni, sul modello delle app dell’Iphone della Apple.

Con il software LiveScribe Desktop è possibile scaricare sul proprio computer (pc o mac) i file registrati, rivedere le pagine scritte in forma grafica e ricercarvi parole specifiche. Impressionante è la capacità di trovare delle parole scritte con calligrafia “da gallina”. È pure possibile memorizzare registrazioni sul proprio account web, per condividere facilmente il proprio lavoro.

L’uso è immediato, i simboli presenti in prossimità del profilo inferiore delle pagine consentono di avviare/terminare la registrazione e/o metterla in pausa. È possibile saltare tra le diverse registrazioni o all’interno di una di queste. Sempre cliccando i simboli disegnati, è consentita la modifica del volume di riproduzione e la velocità di playback. La croce direzionale permette invece di scorrere nel menu della penna, osservando il display e selezionando le voci che ci interessano.

Per approfondimenti: sito Livescribe | sito CH | tutoriale in italiano

Ma, a chi è utile questo smartpen?
Smartpen è senza dubbio un oggetto tecnologico interessante che può essere adottato da chi redige testi e prende appunti, per esempio studenti e docenti. Potrebbe essere impiegata per chi ha problemi di scrittura (disgrafia) per rivedere i propri scritti. Altre applicazioni e usi sono possbili, magari non corrispondenti con il target sopra descritto.

Chi scrive, l’ha usata e l’ha abbandonata dopo la fase di test perché:
– troppo grossa per essere impugnata con comodità (gli allievi con mani più piccole come faranno?)
– scrittura troppo “dura” per chi è abituato a penne “morbide” (penne stilografiche)
– registrazioni in diretta possibili anche con altri apparecchi elettronici (telefonini)
– plus-valore della digitalizzazione degli appunti inferiore alle (mie) aspettative

Ma, io non sono che un utente tra i tanti. Le mie impressioni sono opinabili. Lanciamo il dibattito…

La top ten 2009 dei tools ICT utili alla formazione

Come ogni anno, ecco anche per il 2009 l’elenco dei “Top 100 Tools for Learning“, calcolato sulla base dei contributi di 278 professionisti (pedagogisti, docenti, universitari) di tutto il mondo. La classifica è pubblicata da  Jane Hart, consulente nel campo della formazione e dell’apprendimento e fondatrice del Centre for Learning & Performance Technologies.
Evidentemente l’uso di questi servizi è principalmente utile in un contesto di formazione di adulti. Tuttavia, alcuni di questi servizi potrebbero essere proficuamente implementati nell’ambito didattico di classe, sia nella scuola obbligatoria sia nel medio superiore.
Personalmente impiego attivamente e con successo quasi tutti i primi 10 della classifica. Uno – il blog (WordPress) – lo state usando in questo momento. Infatti è grazie a questo tool che il mio blog viene pubblicato.
Twitter e Delicious (i primi due della topten) sono tra i miei preferiti. Al primo ho anche dedicato un post specifico, Twitter nella didattica.

Consiglio i docenti che usano regolarmente le ICT per o nella formazione, di conoscere – se già non ne sono a conoscenza – almeno i primi 10, per vedere se uno di questi potrebbe magari suscitare  idee didattiche, idee evidentemente che devono basarsi  su una pratica di classe consolidata.
La classifica del 2009 dei primi 10 tools utili alla formazione

1. Twitter
2.  Delicious
3. YouTube
4. Google Reader
5. Google Docs
6. WordPress
7. Slideshare
8. Google Search
9. Audacity
10 Firefox

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