La parola

La parola fatta…

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Pubblichiamo in forma di articolo la trascrizione dei cartelloni realizzati durante il quarto incontro del corso, svoltosi in data 14.01.2009. Non si tratta di un semplice promemoria, ma di un documento che potrebbe rivelarsi utile per ricavare spunti (didattici e non) per approfondire una delle essenze più “profumate” della lingua italiana. Ovviamente siete invitati a commentare questa carrellata di idee con le vostre aggiunte o considerazioni. E altrettanto ovviamente vi ringraziamo per il lavoro fin qui svolto, senza il quale questo articolo non sarebbe mai stato scritto.

A beneficio di chi non era presente all’incontro, ricordiamo la consegna: provate a costruire un cartellone cercando di spiegare come è fatta una parola a partire dalle preposizioni. Un piccolo esempio: la parola fatta di… lettere.

Gruppo1

La parola fatta…

di segni, senso, lettere
a pezzi, incastro
da suoni, immagini, pensieri
in concordanza, rima, fretta, allegria, silenzio
con fantasia, emozioni, sentimento, logica
su misura, richiesta
per esprimere, comunicare, trasmettere, amare, spiegare, vivere, litigare
tra noi, amici, persone, bambini
fra testi, idee, immagini, il serio e il faceto

Gruppo 2

La parola fatta…

di spicchi
a strati
da noi
in salmì
con testa
su misura
per tutti
tra esseri
fra pensieri

Gruppo 3

La parola fatta…

di suoni, lettere, immagini, idee, regole, segni, sillabe, mistero
a pezzi, cassetti, mongolfiera, ventaglio
da bere, mangiare, ridere, usare, giocare, tacere
in catena, cerchio, giro, vendita, regalo, genere
con senso, testa, fatica, coraggio
su stelle, cartelli, treni, vettore, libri
per canzoni, gioco, finta, raccontare, spiegare, amare
tra uomini, litigi, pause, paesi, silenzi
fra noi, stagioni, un anno, silenzi, bambini

Gruppo 4

La parola fatta…

di suoni
a pezzi
da immagini
in casa
con passione
su misura
per me
tra me e te
fra – se” (sé)

Il sasso nello stagno. Introduzione all’essenza della parola.

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Per introdurre il discorso sulla seconda essenza dell’italiano, cioè la parola, abbiamo pensato di proporvi una bella citazione tratta da un famoso libro di Gianni Rodari, la Grammatica della fantasia (prima edizione 1973). Provate a commentarla, spiegando che cosa vi fa venire in mente, e perché dovrebbe essere importante, in classe, prestare molta attenzione alla parola e dirigere l’attenzione dei bambini su di essa (per farli riflettere, per farli divertire, per…). La parola è senso, ma è anche morfologia.

Dunque, a voi la “parola”…

«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.»

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia (1973)

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