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Aidan Chambers e il piacere di leggere al DFA

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storie_controventoUn appuntamento da non perdere, quello di giovedì 16 aprile 2015 alle ore 18.00 presso l’Aula Magna del DFA della SUPSI di Locarno: nell’ambito degli eventi organizzati per il Festival Storie controvento, infatti, ospiteremo lo scrittore e studioso inglese Aidan Chambers, uno degli autori più apprezzati dagli adolescenti (e non solo) a livello internazionale. Chambers terrà una conferenza intitolata Siamo quello che leggiamo, crescere tra lettura e letteratura, rispondendo poi alle domande del pubblico.

In campo di didattica e di educazione alla lettura, il nome di Chambers si associa in particolare all’approccio “Tell me ” (“Dimmi”), da lui pensato per discutere in classe o comunque in gruppo al fine di costruire nella discussione il significato dei libri letti (o ascoltati). Il contenuto innovativo del suo approccio (che egli rifiuta di classificare come “metodo”) è dato soprattutto nel tipo di domande che si dovrebbero porre agli allievi: non quelle tradizionali, troppo aperte o inquisitorie (vietato, ad esempio, iniziare una domanda con  lo scoraggiante perché), ma di altro tipo, più dirette al testo e all’esperienza che il lettore ha vissuto leggendo la storia. Per saperne di più, è d’obbligo rimandare al suo saggio Il piacere di leggere e come non ucciderlo. Come imparare a leggere con i bambini e i ragazzi (Casale Monferrato, Sonda, 2011).

Il suo approccio, combinato con la proposta di storie divergenti, è alla base dei lavori di diploma di italiano degli studenti della Formazione Bachelor del DFA 2014-2015 e del corso di aggiornamento Dal piacere di leggere al piacere di scrivere (2014-2015), animato da una quarantina di docenti di scuola elementare del Canton Ticino entusiasti ed enstusiasmanti (per chi ha la fortuna di seguirne da vicino il lavoro).

Per iscriversi alla conferenza (che è aperta al pubblico), basta cliccare sul link contenuto in questa pagina.

Realizzare un’enciclopedia fantastica di classe

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Il 25 febbraio del 2015 è stato assegnato il premio Lions Club Lugano-Ceresio a Mario Alfieri, per il miglior lavoro di diploma della formazione Bachelor del DFA della SUPSI per l’insegnamento nella scuola elementare (anno 2013-14).

La notizia merita di essere approfondita, perché il progetto realizzato da Mario è un ottimo esempio di didattica progettuale, portata avanti con il rigore della ricerca scientifica e coniugata in modo molto efficace con le esigenze di insegnamento e apprendimento dei bambini di scuola elementare.

Mario ha proposto ai bambini di una quinta elementare di Biasca la realizzazione di un’enciclopedia fantastica di classe, sul modello di alcuni fortunati libri pubblicati negli anni passati da noti scrittori italiani, come Stranalandia di Stefano Benni, Scuola Foresta di Stefano Bordiglioni e Zoovocabolario di Gualtiero Bordiglioni. I bambini, motivati da questa prospettiva, hanno lavorato con entusiasmo e impegno per capire i segreti del testo descrittivo, nel genere specifico della voce enciclopedica (reale prima e fantastica poi).

Ecco ad esempio il Piedipalopade inventato, descritto e disegnato da Luca:

2015_piedipalopadeIl piedipalopade è un animale aggressivo.

Ha 6 facce, una su ogni dita del piede e una sulla caviglia. La superficie della caviglia è piatta e rotonda. Il suo naso è come quello di un maiale. Ha la bocca sdentata.

Vive nei relitti che sono sulla spiaggia. Mangia solo cani e gatti e li uccide con un grido che emette dalla bocca più grande.

Il piedipalopade corteggia la femmina facendo uscire una musica dalle bocche più piccole e danzando con lei.  È il maschio che partorisce i piccoli, che quando nascono sono grandi come un tubetto di colla e sono ciechi. Questo animale è protetto perché è a rischio d’estinzione: ce ne sono solo 100 nel mondo. Le specie simili sono il piedicello e la spiedatessa.

Il risultato, una bella pubblicazione stampata grazie alla tecnologia digitale, è solo il punto finale di un percorso durante il quale i bambini hanno analizzato voci enciclopediche già scritte alla scoperta delle unità informative che le compongono, per ricavare una struttura testuale da prendere a modello: in altre parole, prima si capisce il testo, smontandolo e rimontandolo, per costruirne uno scheletro; e poi si scrive un nuovo testo usando proprio lo scheletro individuato come guida e supporto. Parallelamente, grande attenzione è stata dedicata all’arricchimento lessicale (in particolare relativo a sostantivi e aggettivi), perché senza parole (precise, belle, appropriate) non si possono scrivere belle descrizioni.

Insomma, con competenza, entusiasmo e impegno è davvero possibile aiutare i bambini a costruire competenze di scrittura avanzate, con grande soddisfazione di tutti (dei bambini, soprattutto, ma anche degli adulti che li seguono), promuovendo nello stesso tempo il piacere di leggere buoni libri. Come dire: dal piacere di leggere al piacere di scrivere.

E proprio a proposito di libri, ecco la ciliegina sulla torta: i commenti dei fratelli Bordiglioni che, con grande cortesia e disponibilità, hanno inviato alcune loro considerazioni sul lavoro svolto dai bambini di Biasca.

Cliccando qui, è possibile scaricare l’abstract, la sintesi o l’intero lavoro di diploma di Mario Alfieri (documenti da consultare nel pieno rispetto delle norme che regolano i diritti d’autore).

Il piacere di scrivere

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copertinaÈ da qualche settimana nelle librerie Il piacere di scrivere. Guida all’italiano del terzo millennio, di Luca Cignetti e Simone Fornara (Roma, Carocci, 2014). La prefazione è di Luca Serianni, che lo definisce «Una palestra indispensabile per mettersi nel mare della nostra lingua senza il rischio di restare in panne nel corso della navigazione». Si tratta di un manuale di scrittura che trae linfa vitale dai circa 2.000 testi raccolti nelle scuole ticinesi nell’ambito della ricerca TIscrivo.

Ciò che rende particolare il manuale è l’impostazione diversa dal consueto: si parte, cioè, dai veri problemi della scrittura di oggi (documentati appunto da numerosi esempi reali, in gran parte prodotti da studenti ticinesi di diverse fasce di età: dai bambini delle scuole elementari agli studenti degli istituti universitari), ai quali viene dedicato ampio spazio, proponendo strategie, soluzioni pratiche ed esercizi stimolanti e innovativi. Il tutto nella convinzione che il dovere di comporre testi possa anche trasformarsi nel piacere di scrivere.

Il gatto ha ancora gli stivali?

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Ricordiamo a tutti gli interessati (in primo luogo docenti di Scuola dell’Infanzia e Scuola Elementare, ma l’iniziativa è aperta a tutti: dai genitori ai docenti degli ordini scolastici superiori) che è sempre possibile iscriversi al convegno Il gatto ha ancora gli stivali? Perché leggere i classici a scuola, oggi e domani, che si svolgerà il 28 di agosto al Teatro di Locarno. Il convegno è organizzato dal DECS (Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Canton Ticino), dalla SUPSI, dal suo Centro DILS (Didattica dell’Italiano e delle Lingue nella Scuola) e dalla sezione ticinese del Giscel. Durante la giornata si alterneranno sul palco del Teatro di Locarno esperti accademici (Pino Boero, Dario Corno, Renato Martinoni, Fabio Merlini), esperti del settore (Walter Fochesato, da anni alla guida della rivista «Andersen»), oltre a Simone Fornara e Mario Gamba (nella doppia veste di insegnanti e scrittori). Il convegno sarà l’occasione per riflettere sul tema dei classici per ragazzi e, più in generale, sulla difficile scelta dei libri da proporre all’attenzione degli allievi di oggi, dentro e fuori la scuola.

Cliccando qui è possibile scaricare la locandina con il programma dettagliato del convegno e con le istruzioni per l’iscrizione.

Vi aspettiamo numerosi!

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