Quasi 400.000 parole: è questa la portata numerica del corpus di TIscrivo, i cui testi sono entrati sotto la lente d’ingrandimento della nostra équipe, che ha iniziato la fase di analisi. Il dato numerico rappresenta già di per sé un risultato notevole, se si pensa che il corpus si configura come il più completo mai raccolto per quanto riguarda la scrittura scolastica del Canton Ticino.

Benché l’analisi sia appunto solo all’inizio, ci è già possibile divulgare qualche risultato, come il dato sulla frequenza lessicale, un indice importante per conoscere più a fondo il vocabolario dei bambini. Possiamo dire ad esempio che le parole più usate sono quelle “funzionali”, come la congiunzione e, le preposizioni a e di, gli articoli il e lo e il pronome che. Questo dato non deve sorprendere, si tratta infatti delle parole più diffuse in tutti i tipi di testi, anche di scriventi esperti. Ai primi posti negli elaborati dei bambini ci sono però anche i pronomi io e mi, vale a dire forme linguistiche che rinviano esplicitamente al soggetto, fortemente incentrate sul “sé”. È interessante notare che queste parole si riducono in modo graduale salendo nelle diverse classi, sono infatti molto usate in III e via via sempre meno in V elementare, in II e in IV media: potremmo per questo ritenerle segnali del progressivo “decentramento” linguistico del bambino, aprendo così la strada a interessanti implicazioni di carattere psico-pedagogico. Per ulteriori approfondimento, rimandiamo alla lettura dell’intervista che abbiamo rilasciato a Manuela Camponovo del «Giornale del Popolo», disponibile cliccando qui.